
questo spazio chiuderà per qualche giorno, sono stanco e affaticato.
perdonatemi se non rispondo ai vostri messaggi.
c'è ancora quella bottiglia di captain morgan,
ormai vuota,
a ricordarmi quel favoloso giorno.
quella mattinata
quando tutto era da costruire
ed eravamo solo agli inizi.
impauriti da una cosa più grande di noi.
io
disposto ad addentrarmi
a scavare
a rischiare
a vedere cosa c'era oltre.
ed ho fatto bene,
anche se ora quella mattinata è così lontana
da sembrare quasi un sogno,
una visione effimera e
beffarda.
a volte ti ritrovi in situazioni impossibili.
con uno che ti punta il ferro sulla fronte, e devo convincerlo che NON siamo della polizia. sono l'unico che può parlare, non perchè sia il più impavido, ma per via della mia faccia.
subentra l'istinto di sopravvivenza, che credevo sopito in me.
così lentamente prendo un mio bigliettino da visita e lo porgo al pistolero.
lui lo legge e poco dopo inizia a sorridere. mi circonda le spalle col suo braccio(quello a cui è attaccata la pistola)
"tonì falli passà a sti guagliun"
e pensare che il pomeriggio mi trovavo in un bar a bere un caffè.
quando chiude il grande mercato
a via mazzini,
gli ambulanti non puliscono mai.
conservano casse piene di rimasugli vegetali.
solo allora,
quando l'ultimo ambulante ha lasciato il campo,
dal nulla compaiono sguadroni di derelitti
donne e bambini zingari
e vecchi pensionati pomiglianesi.
avidamente spulciano quelle masse putrescenti
in cerca di qualcosa di ancora commestibile.
un'orda frettolosa
simile a sciami di cavallette,
che lasciano ben poco
dopo il loro triste passaggio.
in questo mio nuovo errare( per nuovo intendo singolo, metà, solo) mi è capitato di conoscere nuova gente. strana e buona, estrema e normale.
che sono un poco di buono lo si evince dai miei ripetuti post che raffigurano in maniera schietta la mia vita e le mie giornate a perdere. quelle giornate in cui non concludi nulla, che si sommano ed ottieni mesi, anni, ere geologiche di nullafacenza.
così ho conosciuto persone che hanno paura d'incontrarmi, per via delle cose che scrivo, e che credono che sia un maniaco. non posso dare torto a loro. poi conosco persone semplici e normali, persone belle che mi dicono
"io vorrei solo una vita di normalità".
ho riflettuto molto su questo. io ho una vita normale, non mi succede niente di eccitante dal '99. ed è proprio questa normalità che mi sta pian piano uccidendo. ha ucciso la mia storia d'amore, ero troppo normale, non facevo nulla di strano, non ero stimolante(come un vibratore su per il bucio) intellettualmente dico. cose così. ed è vero, perchè io fondamentalmente sono una persona inutile. non lo dico con rammarico, non voglio apparire patetico. lo dico con giusta cognizione di causa. non stimolo gli altri, le persone che mi conoscono bene si annoiano al mio fianco e si spengono, poi mi levano di mezzo. la parte malata della pianta.
l'unica cosa che odio è che io di continuo avverto la gente asserendo
" sentitemi bene, io sono una persona noiosa, non dico o faccio niente d'intelligente, non porto gli occhiali per darmi un tono, ho la barba non per emulare eroi rivoluzionari, ma perchè mi affina il viso eccecc"
ma la gente prima si lega e poi mi lascia. come quando scopate. usate il preservativo eccitati all'idea di un rapporto sicuro et stimolante, e poi lo gettate dal finestrino, senza più importanza.
ma cari amici è proprio quel preservativo che voi avete gettato che ha salvato le vostre teste di cazzo.
come ultima cosa vorrei ringraziare enrico cerquiglini e alla sua recensione, che potrete leggere vistando il suo blog
http://enricocerquiglini.splinder.com/
alla fine miei cari amici potete infilarvi un tizzone ardente in culo e nella sofferenza pensare a me che soffro almeno quanto voi.
era....
il giorno non ha importanza. non è significativo per questa storia.
matteo aveva quel batticuore speciale , quelle pulsazioni accelerate, che chiamiamo comunemente innamoramento. sembra stupido, ma fu così dal principio. la vide alla stazione ed il guaio era fatto.
non si poteva tornare indietro, le mani sudavano e gli tremavano. lui era ormai convinto di non poter provare più un tale sentimento per un'altra donna, dopo tutto quello che gli era successo. ed invece ora era lì, vicino a quel tabellone pubblicitario, che fremeva.
quel tipo di sentimento che si può provare una- due volte nella vita. e lui lì lo stavo provando. lei.. Sonia, era tutto ciò che lui voleva. quel nome, quegli occhi, quei capelli lunghi e neri.
sonia
un sogno sussurrato.
ma come tutti i sogni anche lei svanì, dopo tre anni di amore. una mattina al suo risveglio, matteo, capì che era tutto finito. lei era stanca, depressa, apatica.
a volte vivere con matteo era davvero distruttivo. capì che in quegli anni lui non l'aveva aiutata minimamente, che il loro amore era stato debole, perchè non era stato in grado di salvarli.
ora lui doveva ricominciare, e non ne aveva nessuna voglia.
si, aveva deciso. gennaio era l'ultima data. e poi via. per sempre.