cosentino nico ©
Officina Delle Idee PoesieRacconti


giovedì, 24 maggio 2007

amaro

circa due anni fa, quando prenotai quel biglietto per la mia "nuova" vita a parigi, tutto andava bene. tu eri viva, lui non era in ospedale, mia sorella era ancora allegra.
eppure mi lamentavo, eppure fuggivo.
mentre avevo il mio piccolo eden lì con voi.

ora ho capito. ora non mi lamento e accetto tutto, perchè ho conosciuto dolore e amarezza.

fottetevi.
postato da: cosentinonico alle ore 20:00 | link | commenti (21)
categorie:
giovedì, 17 maggio 2007

la sua sorca era come una busta di plastica,
di quelle che si usano per fare la spesa.
non riuscivo a sentir nulla,
solo un fruscio
fsst fstt
mentre pompavo e mi davo da fare.
le dissi
" cara hai la fica slargata!"
lei amorevolmente ribattè
" o sei tu che hai il cazzo minuscolo!"
a volte la verità è dura da cercare.
postato da: cosentinonico alle ore 19:16 | link | commenti (12)
categorie:
sabato, 05 maggio 2007

questo è un pezzo che parla del mio libro: "Alone like a Dog".

Racconto , apparso su Repubblica, nella rubrica "Transiti" http://www.vermireligion.splinder.com
di Giovanna Giolla.Autrice del Romanzo Culto:"Vermi-Diario d'amore" -Edizioni Tea
il titolo del racconto è:
"Il sorriso della mia prima fidanzata"

Guardavo una farfalla bianca come il gesso, intrufolarsi nell’aria caraibica di questa primavera.

Trottava verso la torre Velasca, sembrava nervosa.  Voleva scalare il colosso di cemento?

Erano giorni che non riuscivo a smettere di litigare con me stesso. Lo stadio finale era giunto: non mi sopportavo.

E non riuscivo a togliermi dalla testa quel libricino che avevo trovato nella casella della posta.

“Alone like a dog” di Domenico Cosentino.

L’avevo letto e riletto, tanto da saperlo quasi a memoria.

In quella giornata, l’unica cosa che non mi dava noia, era uno di quei racconti strampalati, si chiama: “Una storia normale”.

Parlava di me. Di quelli che come me sono arrivati alla fine di un ponte.

Le parole che mi avevano colpito erano: “Faceva fatica ad alzarsi dal letto. Aveva paura. Ma era anche un po’ felice.

Doveva fare questo grande viaggio.

La prima volta che saliva su un aereo.

Avrebbe visto cose nuove, forse avrebbe sorriso.

Sorridere?

Da quanto tempo non lo faceva più?”.

In Porta Romana vidi la mia prima fidanzata.

Il sorriso più delizioso che avessi  mai incontrato.

Disse: “Ho rotto con mio marito”.

“Non mi è mai piaciuto”.

“Neanche a me”, replicò divertita.

“Cosa fai?”.

“Parto per il Messico, ho due biglietti. Vieni con me”.

Dopo anni d’insensati dinieghi, pensai: perché no?

Lei disse: “Domani sono sotto casa tua con il taxi, alle sette”.

postato da: cosentinonico alle ore 11:35 | link | commenti (22)
categorie: